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Le Iene e la Blue Whale: Matteo Viviani chiarisce la polemica web

Dopo il video denuncia sulla Blue Whale, trasmesso da Le Iene in prima serata, sul web non si parla d’altro. Alcuni hanno ritenuto che il servizio fosse parzialmente o totalmente montato ad arte e una bufala.
Alle gravi accuse risponde direttamente Matteo Viviani, il giornalista che ha curato il tema.

le iene matteo-viviani-blue-whaleDopo la messa in onda del servizio de Le Iene, sul web sono iniziate a circolare le prime notizie sulla Blue Whale, un pericoloso gioco virale che si diffonderebbe tra gli adolescenti, fino a condurli al suicidio. Durante lo show, Viviani ha mostrato numerosi video di suicidio riconducibili al gioco in questione e ha addirittura intervistato i genitori di bambini russi che si sarebbero suicidati per via della Blue Whale.

In realtà, in moltissimi sul web hanno segnalato che i video trattati da Le Iene fossero filmati molto vecchi, risalenti a prima della nascita della Blue Whale, o attuali ma riconducibili a suicidi dovuti a motivi sentimentali, lavorativi, ecc.

Per questo motivo, l’intervento di Viviani, che si è fatto un po’ attendere, è arrivato: I video «me li ha girati una tv russa su una chiavetta e ammetto la leggerezza nel non aver fatto tutte le verifiche, ma erano comunque esplicativi di quello di cui parlava il servizio». In ogni caso «ieri sono andato in una classe e ho chiesto quanti conoscessero il Blue Whale prima del mio servizio. La metà degli alunni ha alzato la mano. Noi adulti ignoriamo parte del web, specie quella popolata dai giovanissimi. La polizia ha salvato una ragazzina che era quasi al cinquantesimo (e ultimo) giorno del gioco, quindi aveva iniziato prima della puntata». Per questo motivo non mi sento in colpa, «non posso praticare l’omertà su un argomento e se ho contribuito a salvare anche una sola persona, il mio è stato un lavoro prezioso».

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