Salute

Pfas, stop ai prodotti agricoli : l’allarme del Dottor Cordiano

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E’ proprio attraverso le parole del medico sessantenne Vincenzo Cordiano, esperto di tumori del sangue, rappresentante regionale di «Medici per l’ambiente» e responsabile degli ambulatori di Ematologia Generale ed Oncoematologia dell’ospedale di Valdagno, che ci giunge per la prima volta l’allarme Pfas lanciato dallo stesso in Veneto.

Secondo il Dottor Cordiano infatti, esisterebbe un collegamento tra la presenza di sostanze tossiche nell’acqua e alcune patologie presenti nella popolazione, ipotesi che poi è stata trascritta in un’apposita relazione firmata dallo stesso medico.

La relazione, la cui redazione risale oramai all’estate di tre anni fa, chiedeva esplicitamente che fosse promossa una “Indagine epidemiologica sulle malattie ambientali da sostanze chimiche inquinanti persistenti”, che non è mai partita.

Ma Cordiano non si arrende e continua anche da solo la sua personale battaglia, ora che l’allarme Pfas è esploso con lo studio della Regione e dell’Istituto superiore della sanità (Iss), che ha evidenziato tracce di sostanze nel sangue di chi abita nella zona contaminata contro l’inquinamento che da Vicenza si è esteso fino a stravolgere alcune zone delle province di Padova e Verona.

Solo dopo anni di silenzio e lamentele nei confronti di Cordiano, i Comuni si sono dovuti dotare di ordinanze per limitare l’uso dei pozzi artesiani, ma il medico afferma che è una misura di protezione comunque troppo bassa e contra batte avanzando la sua di proposta, che ovviamente lascia senza parole: “Occorre interrompere immediatamente la somministrazione dell’acqua, compresa quella dell’acquedotto, ricorrendo a fonti alternative di approvvigionamento per la popolazione. Inoltre bisogna sospendere la produzione e la commercializzazione degli alimenti inquinati, perché è dimostrato che le Pfas sono presenti in circa il 15 per cento del campione analizzato”.

Una proposta azzardatissima, che arrecherebbe notevoli danni all’economia del Veneto, che fa largo uso di acqua per l’irrigazione dei campi, nonché per gli animali, e che lascia spiazzato anche il presidente regionale della Coldiretti, Martino Cerantola, ma anche Loredana Musmeci, direttrice del Dipartimento ambiente dell’Iss, che afferma come sia prematuro andare a bloccare le produzioni senza aver avuto una conferma definitiva.

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